Autore: Vitale Onorato
Editore: Alfa Omega editrice
Pagine 38
Prezzo euro 2,50
ISBN 978-88-86035-09-5
CHE COS’È LO STRESS
Ormai
è diventato obbligatorio associare la parola “stress” al medico,
scienziato, filosofo prof. Hans Selye che ne ha inventato il concetto.
Specifichiamo: da un punto di vista moderno, perché il concetto era già
noto ad Ippocrate, come se ne deduce da una frase parafrasata da
William Vayda, psichiatra e scrittore, pioniere della medicina
ortomolecolare in Australia, che immagina il medico greco usare la
parola inglese:“Lo stress di un uomo è l’estasi di un altro.” Non nel
senso “Mors tua vita mea”, non fraintendete, ma nel senso che ciò che è
stressante e pesante per uno, può essere leggero e divertente per un
altro, anche se il risultato fisico non cambia, poiché anche l’estasi
non è altro che un tipo di stress di colore e sapore diverso! A meno
che invece l’evento che per un altro sarebbe un micidiale stress
procuri a voi invece che estasi una totale indifferenza, come nel caso
che viene portato come esempio da Hippocrates Vayda, scusate, William
Vayda . . . quando parla dell’ipotesi della morte di un cagnolino di
una anziana signora che vive sola e che potrebbe subire un infarto per
un evento che lascerebbe freddi e indifferenti degli estranei
indaffarati in ben altre faccende.
In
un’altra parafrasi Vayda sentenzia: “Il cibo di un uomo può essere il
veleno di un altro.” Certo, in determinati casi può essere così, ma in
linea di massima, anche in caso di mitridatismo, che dimostra la nostra
elastica capacità di tolleranza, pane e mercurio non è la stessa cosa
che pane e cacio!
Il
fenomeno del mitridatismo allude alla tolleranza acquisita da certi re
(come Mitridate), che per paura di essere avvelenati assumevano un po’
di veleno al giorno per non subire un colpo mortale in caso di
avvelenamento: in effetti il corpo si può assuefare, abituare sia a
resistere a particolari agenti fisici (pressione, temperatura) oltre
quel limite superato il quale penserebbe di morire di freddo o di fame,
sia a metabolizzare con maggiore abilità eventuali agenti chimici come
arsenico, mercurio, cercando di ostacolarne la penetrazione nei limiti
del possibile con alterazioni e trasformazioni degli epiteli di
assorbimento o comunque ricorrendo a tecniche straordinarie di
eliminazione.
Prodotto inserito in catalogo 26/01/2010.